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MALPH PHILOSOPHY

Intervista di Marco Bianchi da Wait! Magazine n° 26

Luca Gregorio, lo stilista che si cela dietro il marchio Malph, è un amico. Quasi un fratello. Lo conobbi, quando ancora ragazzino, volantinava accompagnato da graziose fanciulle in C.so di Porta Tcinese a Milano. Allora, già allora, ci credeva tantissimo, anche quando stampava il suo logo a casa, con la pressa a caldo, su felpe della Fruti Of The Loom… Oggi Luca, ne ha fatta di strada, ed è, con il suo prodotto semplice ma soprendente, efficace e di qualità…uno degli ‘enfant prodige’ dello streetwear italiano. Era ora di intevistarlo.

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M. Quando nasce la storia di Malph e perchè questo nome?

L. Nel 2004 ho vissuto alle Hawaii e facevo una sorta di scuola dove avrei dovuto imparare inglese e surf. Un giorno un’onda di 3m mi frattura una spalla e mi costringe a rimanere a casa immobile e depresso, fino a quando un giorno vedo la puntata di Happy Days con Ralph Malph che, a differenza di Fonzie e di Ricky Cunningam, mi ha colpito di piu’ per il suo modo di fare fuori dagli schemi. Da allora, tornato in italia nell’inesperienza piu’ totale del settore moda, ho cominciato a fare teeshirt e felpe. NB: comunque tu Marco poi testimoniare il mio inizio, no?

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M. Parliamo del brand. ‘Felperia di ricerca lucida, brillante’. Così ti definisci. Cosa vuol dire?

L. La forza di Malph e’ la ricerca e l’applicazione su felpa dei materiali piu’ incredibili come scotch da pacchi, pezzi di divani o pattini da ghiaccio, prato sintetico, sacchi della pattuniera, zanzariere, 1000 bolle antiurto, rete stradali, etc.. L’ispirazione e’ la vita comune, quotidiana: le idee vengono girando per magazzini o supermercati, cantieri, industrie, case di amici, mercatini. Niente di Malph e’ uguale agli altri. Malph e’ la naturale inclinazione in un mondo troppo dritto e standard…per questo anche il logo e’ leggermente storto!

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M. Chi è Luca Gregorio, quanti anni ha, da dove viene e dove vuole andare?

L. Sono un milanese adottato per amore dalla splendida Pavia. Non ho mai studiato grafica o moda, e soprattutto non mi sarei mai immaginato di fare un lavoro del genere. Non posso nascondere la mia eta’: chi conosce bene Malph sa che identifico le collezioni con il numero dei miei anni. Per i 30 anni abbiamo pensato di stamparlo grosso prendendo in giro il filone dei numeri universitari, ma con lo stile dello scotch da pacchi, il cuore pulsante di Malph da qualche stagione.

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M. Anche il tema del riciclo, è oggi un tema molto sentito e importante. Fare business e stile con scarti di produzione è qualcosa di fantastico. Io penso subito alla storia dei fratelli Freitag e delle loro borse riciclate coi teloni del camion. A te come è venuta l’idea?

L. Freitag e Momaboma per me sono avanti un bel po’. L’idea del riciclo nasce sempre da 2 esigenze ben distinte: la prima, in linea con le possibilita’ economiche del brand e’ quella di usare materiali facilmente riconoscibili, reperibili quasi a costo zero e talmente particolari da dare un valore aggiunto al capo stesso; la seconda e’ quella di partecipare, anche se in minima parte, alla causa del riutilizzo e della salvaguardia del pianeta. Qualche anticipazione sulla prossima estate: abbiamo usato il materiale dei gommoni da mare, alcuni magazine erotici anni ‘60 e tanti pezzi di scotch!

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M. Ora una sviolinata. Come fanno i tuoi capi ad avere dei tessuti così morbidi? Io raramente ho toccate felpe di questa qualità. A volte sembra cachemire…

L. Una felpa Malph deve avere buone idee, ottime vestibilita’ e deve essere bella da toccarsi e da farsi toccare!

M. Il logo Malph. E’ onnipresente. Eppure, un cosa che, potrebbe sembrare scontata, banale elemento tipico ma trito e ritrito all’interno dello streetwear è diventato il tuo punto di forza e qualcosa di molto originale. Mi riferisco soprattuto alla continua reinterpreatazione del logo, con materiali particolari…

L. La cosa e’ voluta. Niente faccine, animaletti, cuoricini e quant’altro legati al logo. Giochiamo con la scritta Malph e tutte le sue infinite declinazioni con materiali inusuali per passare il concetto di una felperia sofisticatamente basica.

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M. In quanti punti vendita si trova il prodotto oggi in Italia?

L. 150 punti vendita in italia con una distribuzione molto alta ed esclusiva. Alcuni esempi: Luisa Via Roma a Firenze, Sugar ad Arezzo, Nugnes a Trani, Barberia a Mestre, Jack a Torino, Spinnaker a Genova, Ragnetti ad Ancona, Mister Gal a Bologna e un certo SuperFly a Pavia…

M. Un consiglio a qualche giovane stilista che vuole lanciare il suo marchio?

L. Fallo e non mollare!

M. Quante volte hai pensato di lasciare, e quante volte hai trovato la forza di andare avanti?

L. Sara’ banale ma c’e’ da premettere che questo e’ un settore difficile. Per me mollare vorrebbe dire non solo rinunciare a un lavoro ma anche a un sogno, a un progetto di vita.

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M. Idee ed evoluzione del prodotto ‘Malph’? Vedremo altri prodotti? Parlo di accessori, calzature, camicie ecc..

L. Malph e’ fermo sostenitore del concetto di specializzazione: continuiamo con quello che abbiamo sempre fatto e sappiamo fare meglio, le felpe. L’evoluzione della specie e’ la donna! Con l’inverno 010/011 infatti inseriamo pochi pezzi da donna ragionati, innovativi. Un’idea di felperia da donna differente, poco schematica, per nulla “dipendente” dal concetto maschile che spesso fa da padrone nel settore dello sport&street wear. Nota bene: il piumino e’ una interessante eccezione che conferma la regola…

M. A proposito di piumini… mi è piaciuto tantissimo il tuo nuovo piumino, con maniche staccabili in 2 punti, che si può trasfrmare in gilet smanicato… E mi ha fatto capire che il brand stava diventando importante. Non tutti sono in grando di pensare e produrre un prodotto cos’ complesso. Sia dal punto di vista stilistico che proprio della produzione…

L. Un’ unica semplice idea: un piumino interattivo. Giocando con le zip nel sotto manica e ad altezza della mezza manica puoi avere 3 utilizzi in 1. Piumino intero, smanicato o 1/2 manicato.L’idea assomiglia a quella attuale del colletto della polo Malph portabile in 3 differenti posizioni, ricordi? I colori del piumino sono semplici ma efficaci: blu e nero con zip panna. Per l’inverno prossimo pensiamo a nuovi colorazioni del nylon e a sviluppare in modo rivoluzionario il buon-vecchio concetto della risvoltabilita’.

M. Quante ore della tua giornata occupa Malph?

L. Difficile, quasi impossibile da definire: devo conteggiare anche quando lavoro con la fantasia mentre dormo, mangio o faccio sport?

M. Quante persone lavorano dietro Malph?

L. Come avrai notato parlo di Malph sempre al plurale: pur facendo tutto da solo, sono monitorato da persone a me molto vicine anche a livello personale. Lo sento davvero come un team.

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M. Come gestisci il ‘product placing’?

L. Se posso di persona: adoro entrare nei negozi e respirare l’aria che c’e’ all’interno, conoscere i propetari, i buyer e gli assistenti alle vendita: tutti loro possono darti qualcosa se nasce l’atmosfera giusta. Gran parte delle idee mi vengono nei negozi. Ad oggi Malph copre quasi tutto I’ll territorio nazionale con 8 rappresentanti.

M. Malph si espanderà all’estero?

L. Sto buttando qualche seme in Europa: vediamo che succede.

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