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Scritto da StyleUp il 30 gennaio 2012

Mai come in questa fashion week (14-18 gennaio) gli stilisti hanno interpretato così bene lo stato d’animo sociale. Abbiamo visto sfilare uno stile impeccabile, risultato di un perfetto intreccio tra una rilettura contemporanea delle forme e delle linee classiche e un design coevo e interpretativo del sentore comune. Si avverte che l’uomo di oggi ha bisogno di più sicurezze, anche attraverso quello che indossa; per questo l’abito si basa sulla sapienza della perfezione raggiunta in passato, certa e inattaccabile, sia rispetto a una scelta consapevole di tessuti di qualità, sia rispetto alla modelleria e alla ricerca della comodità.

L’uomo torna a vestirsi da uomo, più sobrio e pulito, recupera valori dimenticati e affettività perdute anche rispetto all’abito, compiendo viaggi introspettivi che lo portano a svestirsi di quegli inutili fronzoli che lo hanno distolto della sua vera essenza riportandolo così alle origini.

Milano Moda Uomo torna così ai grandi temi quali la sartorialità, il ritorno alle origini e la ricerca, e se Dolce & Gabbana tende uno sguardo all’amata Sicilia riportando la modelleria al primo posto, Burberry ci racconta il classico british man; Corneliani reinventa un disinvolto abito destrutturato in maglia di cachemire e Zegna spinge a un lato più vintage, giocando a mixare i tessuti.

Se poi Frankie Morello ci trasporta in un viaggio ascetico verso la rinuncia consapevole ai beni materiali, arrivando fino alle mete di pensiero quali India, Tibet e Nepal, Miuccia Prada rappresenta una parodia del potere maschile che affonda le sue radici nella storia in cui sfilano arcigni leader serrati in arroganti giacche e cappotti doppiopetto, vestitissimi, a strati, per darsi importanza! I colletti sono alti alla Robespierre e le camicie inamidate, serrate fino all’ultimo bottone; tante decorazioni si impongono sul taschino: spillette sulle passione le debolezze maschili, come pistole, freccette, palloni, spade. È un formalismo quasi militaresco fatto di assenza di colori ma che tratta con ironia l’aspetto “comandero” degli uomini dove i codici del dominio passano per quelli dell’eleganza.

Non è un messaggio politico, ma un invito a riflettere tramite una lieve ironia, sulla rappresentazione del potere maschile, poiché, dietro un’inappuntabile perfezione stilistica c’è sempre qualcosa di profondamente malato e sbagliato, a volte, così impeccabile da risultare inquietante…CONTINUA

(immagini in alto, sfilata Prada – in basso, Dolce e Gabbana)

Carolina Capone

 


 

 

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Pubblicato in: Style UP